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Vangelo di domenica

Presentazione

del Vangelo della domenica


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Dedicando più tempo alla preghiera, 

permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete 

con le quali inganniamo noi stessi, 

per cercare finalmente la consolazione in Dio. 

Egli è nostro Padre e vuole per noi la vita. (papa Francesco)

Presentazione del Vangelo della domenica


18 febbraio 2018

I Domenica di Quaresima

Mc 1,12-15

Delle tentazioni di Gesù si hanno tre versioni nei tre vangeli sinottici: in ordine di tempo, Mc intorno al 70 (cf. c.13) (qualcuno con altri argomenti sostiene una datazione ai primi anni 50); Lc poco dopo l'80; Mt tra l'80 e il 90 (impossibile stabilire la priorità di Lc o Mt). Il racconto di Mc è un modello di concisione, mentre in Mt e Lc esso è più diffuso, con ognuno tre tentazioni. Si ritiene comunemente che i vangeli di Luca e di Matteo si siano serviti di due fonti: Mc e una tradizione comune (probabilmente più orale che scritta), poi elaborata secondo il proprio punto di vista. Autore sulla base della tradizione è Marco, più probabile un anonimo cristiano appartenente ad una comunità dove Marco era un personaggio importante. Si parla comunemente e legittimamente di "vangelo secondo Marco", ma da intendere in senso lato.

            L’espressione “E subito” (non riportata nel brano liturgico, dove viene sostituita dal consueto “In quel tempo”) , che non ha valore cronologico, ma indica una certa consequenzialità nell’azione, collega la scena, come conclusione a quella precedente del battesimo (si noti che al v.10, quando si presenta il Signore che risale dall’acqua, si ha il medesimo avverbio). Nel battesimo Gesù è manifestato quale figlio di Dio; nel presente racconto egli dimostra di essere proprio tale, perfettamente fedele;  là si nota anche che egli è investito dallo Spirito Santo; ora è lui che lo conduce nel deserto, non alla tentazione che è opera di satana, ma è il potere che gliela fa vincere.

            Il “deserto” è una realtà molto evocativa nella Bibbia; due volte viene ripetuto quel termine per ribadire l’ambiente della permanenza e della tentazione di Gesù. Non c’è specificazione geografica, però ambedue le volte c’è l’articolo: con ogni probabilità, non si vuole indicare un posto preciso, bensì una categoria; quello infatti è il luogo della prova (cfr. Dt 8,2), ma anche della purificazione, dell’esperienza della precarietà e, quindi, della comprensione della propria identità e in cui si è più portati a ricorrere ed affidarsi a Dio

            "Quaranta", come si sa, si trova molto spesso nella Sacra Scrittura, (nel Nuovo Testamento  compare ventidue volte) pure nel Giudaismo e nei documenti classici; non si sa bene a cosa sia dovuto quel numero (sono state avanzate diverse ipotesi, ma nessuna del tutto convincente), in ogni caso, esso va considerato rotondo ed esprime completezza. Anche Mosè, secondo la famosa tradizione dell'esodo, prima di ricevere le direttive divine sulla sacra montagna, rimase nel deserto dove digiunò "quaranta giorni e quaranta notti" (Es 34,28; Dt 9,9.18); non tutti, per la prospettiva di Mc, condividono quel riferimento, ma si deve riconoscere significativa l’esperienza descritta per quello che viene presentato come il grande condottiero. Allora, la prolungata permanenza di Gesù nel deserto va vista nell’ambito della preparazione per un evento importante e per un contatto consapevole con Dio, senza insistere più di tanto sull’aspetto fisico-cronologico.

            Agente della tentazione è menzionato esplicitamente “satana”, termine di origine ebraica che significa “avversario”; in Mc appare solo quella parola, mentre l’altra usata per indicare la stessa entità, ”diavolo”, è di origine greca e propriamente significa “colui che pone ostacoli”; allora i due aspetti, in qualche modo, si completano a vicenda, indicando il nemico che ostacola. Spingendo al male, mostrando Dio come antagonista dell’uomo, come uno che lo vuole limitare (cfr. Gn 3,4-5), non può che essere in contrasto con chi è venuto per debellare il male (cfr. Eb 2,14). Con il participio passivo passato, “tentato”, si lascia intendere uno stato di tentazione permanente. Ciò che vale per il Signore vale anche per il suo discepolo, ma egli insegna come comportarsi.

            Con lui si ristabilisce l’armonia e la pace tipiche del paradiso terrestre, poeticamente significate dalla dimestichezza con le bestie selvatiche c dal servizio degli angeli che trovano la fonte della loro  ispirazione in un testo famoso del libro di Isaia (cfr. Is 11,8) e nella letteratura giudaica.

            In una seconda parte del vangelo, collegandolo con l’arresto di Giovanni Battista, si dà un sommario dell’attività di Gesù: la si caratterizza come proclamazione, “kerigma”, dell’avvicinamento del regno di Dio con l’impegno a cambiare modo di vedere, credendo nel vangelo. Si parla di “vangelo di Dio”, unico caso in Mc, abituale negli scritti paolini. È la verità di Dio manifestata in Gesù.

 


Veglia per la Vita

L'ultimo sabato del mese vegliamo in adorazione 

affinchè ogni vita sia accolta, amata, difesa, servita


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