Carmelo Santa Maria della Vita

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Vangelo di domenica

Presentazione

del Vangelo della domenica


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Si poteva limitare   a darci una mano,   invece Lui è voluto venire,  inaugurando l’anno zero.  (Franco Casadei)

Presentazione del Vangelo della domenica



IV DOMENICA DI AVVENTO

 anno C 

        

Lc 1,39-45

Come sempre, anche di fronte al racconto della Visitazione, bisogna evitare l'errore di limitarsi a intenderlo semplicemente come un fatto di cronaca, ma occorre lasciarsi guidare dal messaggio profondo che il vangelo vuole comunicare e impegnarsi a seguirne le indicazioni. Storicamente si può pensare, come avveniva spesso a quell’epoca, che Maria si sia aggregata a qualche carovana che faceva lo stesso percorso, perché, è difficilmente credibile, dato che il vangelo non ricorda altri, che un'adolescente affronti da sola il viaggio da Nazareth verso le montagne della Giudea (più di cento Km. a piedi, al massimo con un asino, …); ma non è a tale livello che va letto il testo sacro. Si noti che si rimane molto sul generico: si parla di "regione montuosa", di "città di Giuda", ma senza precisare meglio; si guarda all'essenziale, in realtà Maria è presentata come “arca dell'alleanza” (cfr. II Sm 6,1-22), con la differenza fondamentale che nell'AT c'era il simbolo della presenza di Dio in mezzo al popolo, in Maria Dio stesso è presente; come Davide danzava davanti al simbolo (cfr. II Sm 6,14.16), il bambino Giovanni nel grembo della madre "salta" (c’è un verbo sinonimo), poi  nelle parole di Elisabetta si precisa "di gioia", avvertendo la presenza divina. Il vangelo dice che Maria: "andò in fretta". Perché? Per sincerarsi delle parole dell'angelo (cf. v.36)? Dal contesto risulta che lei è pienamente disponibile: va dove il progetto di Dio comincia a realizzarsi e lo asseconda in tutto. Inoltre si deve ritenere anche spinta dalla premura verso la parente anziana che nella sua, situazione doveva avere particolarmente bisogno. Nel momento culminante del parto va via perché si può pensare che in tale occasione ad Elisabetta sia già provveduto.

Elisabetta grida "a gran voce", “colmata di Spirito Santo”, non a nome proprio, ma spinta dal dinamismo di Dio. Come nell'Annunciazione Maria era stata chiamata "riempita di grazia", ora viene definita "benedetta", perché è madre del "Benedetto (cfr. Sl 118(117), 26). Dio l'ha benedetta e su di lei riposa in modo definitivo la benedizione di Dio, fonte di vita. (Li ispiro a: Klemens Stock S.I., Gesù la Bontà di Dio, tra it. Roma, Edizioni AdP, orig. Innsbruck – Wien 1984, pp. 17-21. Stock, gesuita austriaco, è stato rettore del Pontificio Istituto Biblico, ivi docente di esegesi biblica del NT. Il libretto, divulgativo, pur molto vecchio, ha osservazioni assolutamente pertinenti e sempre valide). Ogni vita proviene da Dio è da lui conservata. Con la sua benedizione egli garantisce la vita. Per esempio, nel famoso racconto della creazione tre volte c’è la benedizione: per gli animali, per gli uomini e per il settimo giorno (cf. Gn,22.28; 2,3); anche alla vocazione di Abramo è legata una benedizione (cf. Gn 12,2-3). Benedizione e vita sono collegate: la vita è dono di Dio, assicurato dalla benedizione. Maria è benedetta in modo particolare, perché ha dato la carne umana a Gesù, il Dio che si fa uomo. Decisivo è sempre il rapporto che Dio ha stabilito con lei.  Più avanti c'è il titolo più grande di Maria: "madre del ... Signore"; perché quello che lei ha concepito e generato è "Figlio dell'Altissimo" (v.32), "Figlio di Dio" (v.35).

Davanti a così grande mistero di grazia, che tocca con mano personalmente, Elisabetta è piena di gioia e, nello stesso tempo, si rende conto della propria inadeguatezza: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”

Infine si mette in evidenza il comportamento di Maria: "E beata colei che ha creduto che c'è un compimento per le cose dette a lei dal Signore". Dio l'ha favorita con la grazia e la benedizione, lei ha risposto con la fede; in qualche modo è un altro titolo che la qualifica: "colei che ha creduto" (nel testo originale c'è un participio, che praticamente non si può rendere in italiano che con una circonlocuzione); si è affidata  completamente alla potenza e alla fedeltà di Dio. Elisabetta ha anticipato tutti a dire di Maria “benedetta”, ma poi “… tutte le generazioni mi chiameranno beata”  (1,48).

Elisabetta è presentata come la prima persona a venerare Maria e a riconoscerne i tratti essenziali.  

   


Veglia per la Vita

L'ultimo sabato del mese vegliamo in adorazione 

affinchè ogni vita sia accolta, amata, difesa, servita


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