Carmelo Santa Maria della Vita

Un Monastero che prega per l'accoglienza e il rispetto di ogni Vita umana

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Una parola per te...

Maria non poteva creare la creatura già creata, ma attraverso l'umanità che dette al Verbo 

la rese capace di fruire della visione di Dio e della sua glorificazione.

(santa Maria Maddalena de' Pazzi - Rivelazioni e Intelligenze)

Testimonianze


    

  

SUI PASSI DI MARIA: Il Carmelo Santa Maria della Vita

Intervista a tutte le Sorelle.

 

Da dove nasce l’idea di un Monastero per la Vita?

Nel maggio del 1986, alcuni membri del Movimento per la Vita vennero a trovarci al Monastero carmelitano di Ravenna: si trovavano in un momento difficile, delusi per tante battaglie perse, per tanta dedizione apparentemente inutile, per la solitudine della loro lotta. Ci chiesero di pregare per loro; anzi, meglio, ci chiesero di pregare con loro, di offrire loro la possibilità di un incontro mensile di preghiera e di meditazione, per fortificarsi nella lotta. Abbiamo subito aderito, come facciamo per altri gruppi che lo chiedono, ma non pensavamo certo di rimanere così coinvolte dai loro ideali da concepire l'idea di un nuovo Carmelo dedicato in modo particolare alla preghiera di intercessione per la Vita.

Ma un seme ormai era gettato e la crescente amicizia fu un continuo arricchimento reciproco, un calarsi insieme in un piano di Dio, preordinato dall' eternità, ma ancora oscuro per noi.

Dapprima timidamente, poi con sempre maggior forza e sicurezza, cominciò a prendere forma l'idea di un Carmelo dedicato alla madre della Vita, un Carmelo offerto in sacrificio di riparazione per gli innumerevoli delitti commessi contro la Vita, una Comunità che facesse della preghiera di intercessione e di lode per la Vita la propria ragione di esistere; un Carmelo, insomma, che potesse affiancare con la propria spiritualità, tutti coloro che lottano affinché la Vita sia riconosciuta, amata e protetta dal suo concepimento al suo termine naturale.

Quando siete arrivate Sogliano?

Il 6 agosto del 1990 venne a trovarci un sacerdote confidandoci, con malcelato entusiasmo, di aver trovato un luogo adatto per noi. Era un ex monastero di Agostiniane, abbandonato da circa quattro anni, in un paesino sulle colline della Diocesi di Rimini.

Il Monastero era grande e, dopo lo sbigottimento iniziale, si fece strada l'idea di affiancare al monastero una struttura di accoglienza nella quale i membri del Movimento per la Vita, ma anche gruppi parrocchiali, persone in ricerca del silenzio, potessero raccogliersi per ritemprare, nel ritiro e nella preghiera, le loro forze spirituali. Così, il 26 giugno 1992, la minuscola comunità poté cominciare la sua vita per la Vita e il 3 novembre del 1996 fu inaugurata la foresteria che può accogliere una cinquantina di persone.

Avete avuto qualche difficoltà?

Quanti ci hanno domandato: Perché? A cosa serve? Non ha più senso la vita claustrale, cosa state a fare lì dentro? Domande che ci hanno interrogato, ma che interrogano anche sul significato della vita e che nascondono i germi di quella che Giovanni Paolo II ha definito la “cultura della morte”.

Un Monastero che nasce è una forza in più che grida la superiorità dell' essere sull'avere e sul fare, è un anticorpo di gratuità in più immesso nell' organismo dell’umanità, è una vita in più per la Vita.

Ma come si svolge questa vita? Com'è la preghiera di intercessione in un Carmelo per la Vita?

E' prima di tutto una lotta: san Paolo, dalle cui Lettere la Regola del nostro Ordine trae molti brani, ama l’espressione “ho lottato per voi nella preghiera”. Anche noi, allora, siamo invitate ad indossare l'armatura di Dio, a porci in assetto di guerra, vegliando e pregando, meditando giorno e notte. E così, l’ultimo sabato sera di ogni mese, vegliamo e rimaniamo in Adorazione tutta la notte intercedendo per ogni Vita.

Ma è soprattutto la liturgia delle ore a riempire dal di dentro le nostre giornate di preghiera. Non c'è intercessione più potente di questa preghiera corale, che, prolungando sulla terra il canto eterno di Cristo al Padre, unisce tutti i cristiani in una sola immensa voce che dà voce a tutti gli uomini e a tutto il creato. Preghiera onnipotente della Chiesa! Voce della sposa che grida allo sposo!

“Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?” (Sal 13,2), supplichiamo per la mamma del piccolo Michele perché non lo abortisca.

“Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino” (Sal 27, Il), preghiamo per Antonella che cerca la sua strada.

“Le lacrime sono mio pane giorno notte, mentre mi dicono sempre: Dov'è il tuo Dio?”, è la voce dei cristiani perseguitati e prigionieri che si innalza con la nostra voce al Padre.

“Ecco, insidiano la mia vita, contro di me si avventano i potenti. Signore, non c'è colpa in me, non c'è peccato, senza mia colpa accorrono e si appostano” (Sal 59,4) diamo voce a chi non ha ancora voce, al grido del più povero fra i poveri, del più piccolo tra i piccoli: il bimbo nel grembo materno.

Dopo la “lotta”, ci sarà anche qualche momento di festa?

In una comunità claustrale i momenti di festa sono importanti e sempre molto attesi! Sono normalmente legati ad una ricorrenza liturgica e la più importante per noi, è la solennità dell' Annunciazione, il 25 marzo. In essa contempliamo il mistero della Vita che si fa carne nel seno di Maria, in essa contempliamo Gesù concepito e gioiamo perché nell’Incarnazione del Verbo, riconosciamo l’amore più grande e l’abisso della misericordia (cf. santa Faustina).

A questo momento di festa, ci prepariamo sempre con una novena di Adorazione aperta a tutti quelli che amano al Vita.

Perché quando pregate per la Vita, scegliete in particolare l’Adorazione eucaristica?

Perché è proprio nell’Adorazione che contempliamo Gesù, vero Dio e vero uomo, che ha spogliato se stesso, si è fatto uno di noi, si è incarnato… grazie al “Sì” di Maria, al “Sì alla vita” di una donna. È proprio l’adorazione eucaristica che permette il silenzio, il linguaggio di Dio, di Gesù Concepito e, se volete, di tutti i concepiti nel grembo che nel silenzio si formano. È l’Adorazione che ci evita molte volte anche di balbettare parole inutili.

Oltre alle feste, ci sono altri motivi di gioia nella vostra vita?

Tanti sono i motivi di gioia: quando da un Centro di Aiuto alla Vita ci richiamano per dire che Marina non è andata all’appuntamento in ospedale per uccidere il bambino che porta in grembo, ma che ha deciso di farlo nascere; quando una mamma non più giovane ha rifiutato l’amniocentesi e ha deciso di accogliere il figlio che Dio le ha donato; quando ci giunge la testimonianza di una donna che, dopo la disperazione della sindrome post-aborto, ha incontrato la Misericordia di Dio e sta rinascendo; quando sappiamo di una coppia che ha rinunciato alla fecondazione artificiale e ha deciso di aprirsi alla vita accogliendo un bimbo in affido… quando la “cultura della Vita” vince sulla “cultura della morte”.  Questi sono per noi tutti motivi di gioia profonda.

Prospettive per il futuro?

“Resto quieto e sereno: come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è in me l’anima mia”, così dice il Salmo 130 e così ci sentiamo ripetere nel cuore quando pensiamo al nostro futuro. A Sogliano, a Ravenna, o in un altro Continente, le Sorelle del Carmelo Santa Maria della Vita cercheranno sempre di rispondere all’appello del Dio vivente che “cerca qualcuno che si costruisca un muro e si erga sulla breccia di fronte a lui, per difendere il paese” (cf Ger 22,30), per difendere la Vita.



Veglia per la Vita

L'ultimo sabato del mese vegliamo in adorazione 

affinchè ogni vita sia accolta, amata, difesa, servita


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