L'ultimo sabato sera di ogni mese,
vegliamo davanti a Gesù Eucaristia e preghiamo
perché ogni vita umana
sia rispettata, difesa, amata e servita
(cf.
EV 5)
Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano.
Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe.
«Giovani aperti alla Vita»
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Dal Messaggi della CEI
la 34° Giornata per
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Padre
t’amiamo e ti adoriamo,
gloria al
tuo nome sulla terra!
gloria al
tuo nome, gloria al tuo nome
gloria al
tuo nome sulla terra!
Gesù t’amiamo…
Spirito t’amiamo…
Adorazione silenziosa
il nome tuo è grande sulla terra
tutto parla di te e canta la tua gloria.
Grande tu sei e compi meraviglie tu sei Dio.
Figlio di Dio venuto sulla terra,
fatto uomo per noi
nel grembo di Maria.
Dolce Gesù
risorto dalla morte sei con noi.
tu che sei Dio lo spirito del Padre
vivi dentro di noi
e guida i nostri passi.
Accendi in noi
il fuoco dell’eterna carità.
Dal
Messaggio della CEI
per la 34° Giornata per
La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è
testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato
– e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli
altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo”,
secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della
vita, invecchia il mondo.
Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a
compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida
oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e
alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di
tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita
l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le
conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita,
finisce per farli apparire come il male minore: in realtà,
la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre
la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.
In questi anni non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche
notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato
l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza.
Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono
è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare.
Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e
cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si
accende appena trovano adulti disposti a condividerlo.
Per educare i giovani alla vita
occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza,
nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della
carriera o del divertimento fine a se stesso.
I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti – creati e manovrati da
adulti e fonte di lauti guadagni – che tendono a soffocare l’impegno nella
realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono
essere usati proficuamente per testimoniare una cultura della vita.
Molti giovani, in ogni genere di
situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di
simpatia per la vita che proponga loro senza facili moralismi e senza
ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita.
Adorazione silenziosa
Canto
la tribolazione, forse la spada?
Né morte o vita ci separerà
dall’amore in Cristo Signore.
la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci separerà
da Colui che è morto per noi
chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessuno al mondo ci allontanerà
dalla vita in Cristo Signore.
Dal Secondo libro dei Maccabei
Un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e
molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la
bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una
vita ignominiosa, si incamminò volontaria-mente al supplizio, sputando il
boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad
allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita.
Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome
della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in
disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi,
preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte
dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe
trovato umanità in nome dell’antica amicizia che aveva con loro. Ma egli,
facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della
vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile
tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio,
rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché – egli
diceva – non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che
molti giovani, pensando che a novant’anni Eleàzaro sia passato alle usanze
straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per appena un po’ più
di vita, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla
mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini,
non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell’Onnipotente.
Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia
età e lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano
affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande
leggi». Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio.
Salmo 15
Custodiscimi, mia forza sei Tu,
custodiscimi, mia gioia, Gesù.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore:
«Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene».
Custodiscimi…
Agli idoli del paese, agli dèi potenti andava tutto il
mio favore. Moltiplicano le loro pene quelli che corrono dietro a un dio
straniero. Io non spanderò le loro libagioni di sangue, né pronuncerò con le
mie labbra i loro nomi.
Custodiscimi…
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue
mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi: la mia
eredità è stupenda. Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di
notte il mio animo mi istruisce.
Custodiscimi…
Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia
destra, non potrò vacillare. Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la
mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la
mia vita negli inferi, né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.
Custodiscimi, mia forza sei Tu,
custodiscimi, mia gioia, Gesù.
Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla
tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra.
Adorazione silenziosa
Dal
Vangelo secondo Matteo
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con
lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati
tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le
pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla
sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti
del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla
creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho
avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e
mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti
a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto
affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da
bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e
ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo
venuti a visitarti?”.
E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto
quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me”.
Messaggio del 1992 della
Beata Madre Teresa di Calcutta
ai giovani degli
Stati Uniti d’America
Cari giovani!
Scoprite la ricchezza del tenero amore di Dio per voi. Dio ci ha creati a
Sua immagine e somiglianza - rendendoci capaci di conoscerLo, di amarLo e di
servirLo in questo mondo, così da essere felici con Lui, per sempre, nella
vita che verrà. Questo è il vero scopo della vita. Per vivere la nostra vita
secondo questo progetto, essa deve essere intessuta di preghiera. Deve
essere intessuta di Cristo.
Cercate con tutto il cuore di amare Dio e desiderate ardentemente trovarLo.
In questo modo voi saziate la sete di Dio, il Quale ha sete che noi abbiamo
sete di Lui.
Gesù, Dio fatto uomo, è venuto per rivelarci Dio.
Ascoltate in spirito di preghiera, con profonda fede, i Suoi insegnamenti e
sforzatevi di fare ciò che Lui dice. Perché Gesù ci dice: “Se
mi amate, osserverete i miei comandamenti, e il Padre mio vi amerà, e noi
verremo e prenderemo dimora in voi” (Gv 14,23).
Gesù dice ancora: “Amatevi
l’un l’altro come Io vi ho amato. Come il Padre ha amato Me, Io ho amato
voi” (Gv 13,34; 15,9). Gesù ha sofferto per
amarci; sì, Lui ha sofferto.
Pr essere sicuro che noi ci ricordiamo del Suo grande
amore, si è fatto Pane di Vita per soddisfare la nostra fame del
Suo amore, la nostra fame di Dio, perchè noi
siamo stati creati per quell’amore - e per donarci la forza di osservare i
Suoi comandamenti. Gesù si è fatto anche l’affamato, l’assetato, l’ignudo,
colui che è solo, per renderci capaci di contraccambiarLo. Poiché Gesù ha
detto: “Qualunque cosa avete fatto a uno di
questi miei fratelli più piccoli, Lo avete fatto a Me” (Mt
25,41). Gesù è affamato del nostro amore, e questa è la fame dei nostri
poveri. Questa è la fame che voi e io dobbiamo trovare. Potrebbe essere
nelle nostre case!
Conservate la gioia di amare Gesù nel vostro cuore e
condividete questa gioia con tutti coloro con cui venite a contatto. Questa
gioia radiosa è qualcosa di reale, perché non avete alcun motivo di non
essere felici, poiché avete Cristo con voi - Cristo nel vostro cuore, Cristo
nell’Eucaristia, Cristo nei poveri che incontrate, Cristo nel sorriso che
donate e nel sorriso che ricevete. Sì, dovete vivere bene la vostra vita e
non permettere allo spirito del mondo - che fa
del potere, della ricchezza e del piacere i suoi dèi -
di farvi dimenticare che siete stati creati per cose più grandi: per amare e
per essere amati.
Vi affido tutti a Maria, la bella Vergine Madre di Dio, che Gesù, appeso
alla Croce per amore nostro, ci ha donato perché sia anche la nostra Madre.
Che il Cuore Immacolato di Maria ci guidi e… conduca ciascuno di voi a
rispondere alla chiamata di Cristo con il vostro coraggio ed entusiasmo
giovanili, perché siate autentici portatori dell’amore di Dio nel mondo.
Dio vi benedica
Adorazione silenziosa
Giovane donna, attesa dall’umanità:
un desiderio d’amore e pura libertà.
Il Dio lontano è qui vicino a te,
voce e silenzio, annuncio di novità.
Ave, Maria, Ave Maria.
Dio t’ha prescelta
qual madre piena di bellezza
ed il suo amore
t’avvolgerà con la sua ombra.
Grembo per Dio venuto sulla terra,
tu sarai madre di un uomo nuovo.
Ave, Maria, Ave Maria.
Ecco l’ancella,
che vive della sua parola,
libero il cuore
perché l’amore trovi casa.
Ora
l’attesa, è densa di preghiera
e l’uomo
nuovo è qui, in mezzo a noi.
Dalla Prima Lettera di Pietro
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua
grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù
Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe,
non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che
dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della
salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di
tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova,
molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con
fuoco – torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si
manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo,
credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre
raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
Messaggio di Giovanni Paolo II per
l’XI GIORNATA MONDIALE della GIOVENTU'
(26 novembre 1995)
Occorre innanzitutto che da voi
giovani giunga una testimonianza forte di amore per la vita, dono di Dio; un
amore che si deve estendere dall'inizio alla fine di ogni esistenza e deve
battersi contro ogni pretesa di fare dell' uomo l'arbitro della vita del
fratello, di quello non nato come di quello sulla via del tramonto, dell'
handicappato e del debole.
A voi giovani, che naturalmente e
istintivamente fate della «voglia di vivere» l'orizzonte dei vostri sogni e
l' arcobaleno delle vostre speranze, chiedo di diventare «profeti della
vita». Siatelo con le parole e con i gesti, ribellandovi alla civiltà
dell’egoismo che spesso considera la persona umana uno strumento anziché un
fine, sacrificandone la dignità e i sentimenti in nome del mero profitto;
fatelo aiutando concretamente chi ha bisogno di voi e che forse senza il
vostro aiuto sarebbe tentato di rassegnarsi alla disperazione.
La vita è un talento (cfr Mt 25,
14-30) affidatoci perché lo trasformiamo e lo moltiplichiamo, facendone dono
agli altri.
Nessun uomo è un «iceberg» alla
deriva nell'oceano della storia; ognuno di noi fa parte di una grande
famiglia, all'interno della quale ha un posto da occupare e un ruolo da
svolgere. L'egoismo rende sordi e muti, l' amore spalanca gli occhi ed apre
il cuore, rende capaci di arrecare quell'originale e insostituibile
contributo che, accanto ai mille gesti di tanti fratelli, spesso lontani e
sconosciuti, concorre a costituire il mosaico della carità, capace di
cambiare le stagioni della storia.
Cari giovani, vi ho invitati ad
essere «profeti della vita e dell'amore». Vi chiedo anche di essere «profeti
della gioia»: il mondo ci deve riconoscere dal fatto che sappiamo comunicare
ai nostri contemporanei il segno di una grande speranza già compiuta, quella
di Gesù, per noi morto e risorto.
Non dimenticate che «il futuro
dell'umanità è riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere
alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza».
Adorazione silenziosa
tu sei Parola del Padre
qui ci raduni insieme tu,
qui ci raduni insieme.
tu bruci l’odio tra i popoli,
qui ci farai fratelli tu,
qui farai fratelli.
noi ti cerchiamo feriti,
a te volgiamo gli occhi a te,
a te volgiamo gli occhi
corpo del Cristo vivente,
in te restiamo uniti in te
in te restiamo uniti.
sangue di un Dio crocifisso,
in te la nostra gioia, in te
i te la nostra gioia
Vergine forte e amorosa,
in te la nostra pace, in te,
in te la nostra pace.
Alleluia, alleluia.
Cristo sei Salvatore tu,
Cristo sei Salvatore.
Due sono le colpe che ha commesso il mio
popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne,
cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua.
Israele è forse
uno schiavo, o è nato servo in casa? Perché è diventato una preda? Contro di
lui ruggiscono leoni con ruggiti minacciosi.
Hanno ridotto la sua terra a deserto, le sue
città sono state bruciate e nessuno vi abita. Persino le genti di Menfi e di
Tafni ti hanno umiliata radendoti il capo. Non ti accade forse tutto questo
perché hai abbandonato il Signore, tuo Dio, al tempo in cui era tua guida
nel cammino?
Voi di questa generazione, fate attenzione alla
parola del Signore! Sono forse divenuto un deserto per Israele o una terra
dov’è sempre notte? Perché il mio popolo dice: “Siamo liberi, non verremo
più da te”?
Ritorna, Israele ribelle, dice il Signore.
Non ti mostrerò
la faccia sdegnata, perché io sono pietoso.
Omelia di Benedetto XVI per la
XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (20 luglio 2008)
Rafforzata dallo Spirito e attingendo ad una ricca visione di fede, una
nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all’edificazione di
un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non
respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta. Una nuova era in cui
l’amore non sia avido ed egoista, ma puro, fedele e sinceramente libero,
aperto agli altri, rispettoso della loro dignità, un amore che promuova il
loro bene e irradi gioia e bellezza. Una nuova era nella quale la speranza
ci liberi dalla superficialità, dall’apatia e dall’egoismo che mortificano
le nostre anime e avvelenano i rapporti umani. Cari giovani amici, il
Signore vi sta chiedendo di essere profeti di questa nuova era, messaggeri
del suo amore, capaci di attrarre la gente verso il Padre e di costruire un
futuro di speranza per tutta l’umanità.
Il mondo ha bisogno di questo rinnovamento! In molte
nostre società, accanto alla prosperità materiale, si sta allargando il
deserto spirituale: un vuoto interiore, una paura indefinibile, un nascosto
senso di disperazione. Quanti dei nostri contemporanei si sono scavati
cisterne screpolate e vuote (cfr Ger 2,13)
in una disperata ricerca di significato, di quell’ultimo significato che
solo l’amore può dare? Questo è il grande e liberante dono che il Vangelo
porta con sé: esso rivela la nostra dignità di uomini e donne creati ad
immagine e somiglianza di Dio. Rivela la sublime chiamata dell’umanità, che
è quella di trovare la propria pienezza nell’amore. Esso dischiude la verità
sull’uomo, la verità sulla vita.
Anche
Adorazione silenziosa
Vieni, vieni, Spirito d’Amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui
ha detto a noi.
vieni tu dentro di noi.
fa’ che noi vediamo
la bontà di Dio per noi.
e soffia su chi non ha vita,
vieni, o Spirito e soffia su di noi,
perché anche noi riviviamo.
insegnaci ad amare,
insegnaci a lodare Iddio.
Insegnaci a pregare, insegnaci la via,
insegnaci tu l’unità.
Dal
Libro dell’Esodo
Il re d’Egitto disse alle levatrici degli Ebrei, delle quali una si chiamava
Sifra e l’altra Pua: «Quando assistete le donne ebree durante il parto,
osservate bene tra le due pietre: se è un maschio, fatelo morire; se è una
femmina, potrà vivere». Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva
loro ordinato il re d’Egitto e lasciarono vivere i bambini. Il re d’Egitto
chiamò le levatrici e disse loro: «Perché avete fatto questo e avete
lasciato vivere i bambini?». Le levatrici risposero al faraone: «Le donne
ebree non sono come le egiziane: sono piene di vitalità. Prima che giunga da
loro la levatrice, hanno già partorito!». Dio beneficò le levatrici. Il
popolo aumentò e divenne molto forte. E poiché le levatrici avevano temuto
Dio, egli diede loro una discendenza.
Il
cardinale Ennio Antonelli ricorda Chiara Lubich (12 dicembre 2011)
L’appello di Madre Teresa e di Chiara Lubich al rispetto della vita e
all’amore è oggi più attuale che mai. Ci provoca a uscire dall’indifferenza
e dalla rassegnazione, a operare con fiducia secondo le nostre possibilità.
Perfino in ambito politico è possibile ottenere più di quello che di solito
si pensa.
Nei giorni scorsi, durante l’Assemblea Plenaria del
Pontificio Consiglio per
Purtroppo i grandi media stanno facendo una congiura del silenzio riguardo
ai dati statistici che sono favorevoli a una cultura e a una politica della
vita e della famiglia. In molti paesi del mondo è in atto il tentativo di
imporre alla maggioranza della popolazione una cultura minoritaria o
addirittura estranea.
Ma si moltiplicano ovunque anche i segnali incoraggianti, non mancano
neppure in Europa e nelle istituzioni europee. In ogni caso, al di là dei
successi e degli insuccessi, è la dignità della persona umana che deve
muovere all’impegno gli uomini di buona volontà; è la fede in Dio, amante
della vita, che deve muovere i credenti.
Questa è l’esortazione di Chiara Lubich: “Dalle nostre convinzioni, dalla
nostra lotta per la vita può dipendere domani l’esistenza di nuove creature,
su ciascuna delle quali Dio ha un disegno di amore irripetibile.
Comportiamoci in maniera che Egli possa un giorno dirci: “ero minacciato,
ero indifeso, ero il minimo dei tuoi fratelli e tu mi hai salvato la vita”.
Adorazione silenziosa
O Maria aurora del mondo nuovo,
a Te affidiamo la vita.
O Maria aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi.
cui è impedito di nascere,
guarda i poveri
cui è reso difficile vivere,
ogni vittima dell’indifferenza
o di pietà,
di ogni forma di violenza disumana
Fa’ che i cristiani
sappiano annunciare agli uomini
il Vangelo della Vita,
che sia per loro
un dono sempre nuovo
da celebrar con gioia
ogni giorno della vita
per costruire
con gli uomini di buona volontà
Carmelo Santa Maria della Vita
via
G.Pascoli, 9 47030
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