Carmelo Santa Maria della Vita

Un Monastero che prega per l'accoglienza e il rispetto di ogni Vita umana

                                        Pregheremo la prossima Veglia per la Vita 

14 agosto 2022


Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano.

Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe


 La Grande preghiera

               per la vita                                                                               

5 giugno 2022                                                             


Dal Dono… al Frutto

Esposizione del SS. Sacramento

Veni, Sancte Spíritus,
et emítte cǽlitus
lucis tuæ rádium.
Veni, pater páuperum,
veni, dator múnerum,
veni, lumen córdium.
Consolátor óptime
dulcis hospes ánimæ,
dulce refrigérium.
In labóre réquies,
in æstu tempéries,
in fletu solácium.
O lux beatíssima,
reple cordis íntima
tuórum fidélium.

Sine tuo númine,
nihil est in hómine
nihil est innóxium.
Lava quod est sórdidum,
riga quod est áridum,
sana quod est sáucium.
Flecte quod est rígidum,
fove quod est frígidum,
rege quod est dévium.
Da tuis fidélibus,
in te confidéntibus,
sacrum septenárium.
Da virtútis méritum,
da salútis éxitum,
da perénne gáudium. Amen.

La Pentecoste è innanzitutto il tempo dell’Alleanza con Dio che si rinnova. E proprio per questo diventa possibilità di alleanza tra gli uomini. Quel vento che si abbatte impetuoso, come dice il testo degli Atti degli Apostoli, rievoca la voce di Dio nel tuono sul Sinai al tempo in cui Dio dona la legge a Israele e sancisce l’alleanza con il suo popolo. È da un unico fuoco che si generano le fiamme che portano calore e vita al mondo. La nostra comunicazione è diventata fredda e mortifera, perché non ci avviciniamo più all’unico fuoco. Ecco perché dobbiamo ritornare con forza a chiedere allo Spirito di piegare i nostri pensieri irrigiditi, di scaldare i nostri cuori ibernati, di raddrizzare i nostri giudizi sviati.
L’amore tra il Padre e il Figlio, quell’amore che è lo Spirito, vuole certamente prendere dimora presso di noi. Ma troverà spazio? Se la nostra casa è riempita tutta dal nostro io, dalle nostre esigenze, dalle nostre ragioni, non c’è posto per questo ospite dolce dell’anima. Se pensiamo di sapere già tutto, non avremo bisogno di chiedere allo Spirito di ricordarci le parole che Gesù ci ha insegnato.

Accendiamo al Cero pasquale i nostri lumini e preghiamo il Padre di potere ricevere
il dono dello Spirito Santo.

Ad ogni invocazione cantiamo
Spirito di Dio, scendi su di noi,
Spirito di Dio scendi su di noi.

1. Spirito di Dio che aleggi in tutto l’universo,
2. Spirito di Dio che infondi la vita ad ogni essere,
3. Spirito di Dio che animi tutta la creazione,
4. Spirito di Dio che doni energia ad ogni vivente,
5. Spirito di Dio che susciti forze di bene nel mondo,
6. Spirito di Dio che porti a compimento il piano di Dio,
7. Spirito di Dio che ci doni la vita senza fine

Silenzio

Dagli Atti degli Apostoli (At 2,1-11)
1 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
5Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».
Shevuot, la festa della mietitura, Pentecoste per i fedeli greci che ricordano la sua celebrazione cinquanta giorni dopo Pesah, era una festa agricola che, col passare dei secoli, era stata arricchita da un'altra interpretazione: in quel giorno si ricordava il dono della Torah sul monte Sinai. Israele era molto fiero della Legge che Dio gli aveva consegnato; pur essendo il più piccolo fra i popoli, era stato scelto per testimoniare al mondo il vero volto del misericordioso.
Proprio il quel giorno, e non casualmente, Luca situa la discesa dello Spirito Santo. Spirito che era già stato donato, dalla croce e il giorno di Pasqua. Perché ripetere questa effusione? Perché quel giorno? Forse Luca vuole dire ai discepoli che la nuova Legge è un movimento dello Spirito, una luce interiore che illumina il nostro volto e quello di Dio! Gesù non aggiunge precetti ai tanti (troppi!) presenti nella Legge orale, ma li semplifica, li riduce, li porta all'essenziale.
Un solo precetto, quello dell'amore, è richiesto ai discepoli.
Ma cosa significa amare nelle situazioni concrete? Ecco che lo Spirito ci viene in soccorso. Gesù non dona delle nuove tavole, cambia il modo di vederle, ci cambia il cuore, radicalmente.

Luca descrive l'evento rimandando esplicitamente alla teofania di Dio sul monte Sinai: i tuoni, le nubi, il fuoco, il vento sono elementi che descrivono la solennità dell'evento e la presenza di Dio ma che possono anche essere riletti in una chiave spirituale.
Lo Spirito è tuono e terremoto: ci scuote nel profondo, scardina le nostre presunte certezze, ci obbliga a superare i luoghi comuni sulla fede.
Lo Spirito è nube: la nebbia ci costringe a fidarci di qualcuno che ci conduce per non perdere la strada della verità.
Lo Spirito è fuoco che riscalda i nostri cuori e illumina i nostri passi.
Lo Spirito è vento: siamo noi a dover orientare le vele per raccogliere la sua spinta e attraversare il mare della vita!
Lo Spirito diventa l'anti-babele: se l'arroganza degli uomini ha portato alla confusione delle lingue, a non capirsi più, la presenza dello Spirito ci fa udire un solo linguaggio, una sola voce.
Invochiamo lo Spirito quando non ci capiamo in famiglia, in parrocchia, sul lavoro. Invochiamolo quando non riusciamo a spiegarci.
Lo Spirito fa diventare i pavidi apostoli dei formidabili evangelizzatori: ora non hanno più paura e osano, vanno oltre, dicono senza timore la loro fede e la loro speranza. Dicono di Dio. Credenti credibili.
È la pentecoste: la Chiesa si inebria e diventa missionaria.

Silenzio
Sal 103/104


Benedici il Signore, anima mia, *
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore, *
avvolto di luce come di un manto.
Tu stendi il cielo come una tenda, *
costruisci sulle acque la tua dimora,
fai delle nubi il tuo carro, *
cammini sulle ali del vento;
fai dei venti i tuoi messaggeri, *
delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.

Hai fondato la terra sulle sue basi, *
mai potrà vacillare.
L'oceano l'avvolgeva come un manto, *
le acque coprivano le montagne.
Alla tua minaccia sono fuggite, *
al fragore del tuo tuono hanno tremato.
Emergono i monti, scendono le valli *
al luogo che hai loro assegnato.
Hai posto un limite alle acque:
non lo passeranno, *
non torneranno a coprire la terra.

Fai scaturire le sorgenti nelle valli *
e scorrono tra i monti;
ne bevono tutte le bestie selvatiche *
e gli ònagri estinguono la loro sete.
Al di sopra dimorano gli uccelli del
cielo, *
cantano tra le fronde.
Dalle tue alte dimore irrighi i monti, *
con il frutto delle tue opere sazi
la terra.
Fai crescere il fieno per gli armenti+
e l'erba al servizio dell'uomo, *
perché tragga alimento dalla terra:

il vino che allieta il cuore dell'uomo; +
l'olio che fa brillare il suo volto *
e il pane che sostiene il suo vigore.

Si saziano gli alberi del Signore, *
i cedri del Libano da lui piantati.
Là gli uccelli fanno il loro nido *
e la cicogna sui cipressi ha la sua casa.
Per i camosci sono le alte montagne, *
le rocce sono rifugio per gli iràci.

Per segnare le stagioni hai fatto
la luna*
e il sole che conosce il suo tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte *
e vagano tutte le bestie della foresta;
ruggiscono i leoncelli in cerca
di preda *
e chiedono a Dio il loro cibo.
Sorge il sole, si ritirano*
e si accovacciano nelle tane.
Allora l'uomo esce al suo lavoro, *
per la sua fatica fino a sera.

Quanto sono grandi, Signore,
le tue opere! +
Tutto hai fatto con saggezza, *
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto: +
lì guizzano senza numero *
animali piccoli e grandi.
Lo solcano le navi, *
il Leviatàn che hai plasmato
perché in esso si diverta.

Tutti da te aspettano *
che tu dia loro il cibo in tempo
opportuno.

Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, *
tu apri la mano, si saziano di beni.
Se nascondi il tuo volto, vengono
meno, +
togli loro il respiro, muoiono *
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati, *
e rinnovi la faccia della terra.

La gloria del Signore sia per sempre; *
gioisca il Signore delle sue opere.
Egli guarda la terra e la fa sussultare, *
tocca i monti ed essi fumano.
Voglio cantare al Signore
finché ho vita, *
cantare al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto; *
la mia gioia è nel Signore.

Scompaiano i peccatori dalla terra +
e più non esistano gli empi. *
Benedici il Signore, anima mia.


silenzio

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,26-27;16,12-15)
26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; 27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Lui vi insegnerà ogni cosa. A credere, ad amare, a vivere, a cambiare, a volare.
Lui, lo Spirito, dono del risorto, inviato dal Padre, colui che incendia, converte, perdona, accoglie. Colui che rende vivo il Cristo. Che rianima la Chiesa. Che accende me.
Non è la realtà che deve cambiare. È il nostro sguardo su di essa. Uno sguardo che si mette nella prospettiva di Dio. No, certo, non perché siamo degli arroganti, ma perché la vita è la scoperta di uno sguardo diverso sull'uomo e sul suo destino. Perché Dio c'è ed è bellissimo. E la fede ci permette, giorno per giorno, di raggiungere quello sguardo. Allora la vita diventa possibilità. Luminosa possibilità. Luminosa possibilità di fioritura. Scoprendoci amati, scegliamo di amare, impariamo ad amare.
E ogni percorso che facciamo diventa una caccia al tesoro per individuare il tesoro nascosto nelle pieghe della Storia. E la Chiesa appare come una sposa amata da Dio, profezia di un mondo nuovo. E tutto ciò che accade rivela il progetto di Dio sull'umanità, un amorevole progetto di bene. È ciò che accade quando, finalmente,
cediamo il timone della nostra barca allo Spirito Santo.
Attenti, però: rischio di conversione.

Silenzio

SPIRITO DEL DIO VIVENTE
1. Spirito di del Dio vivente
accresci in noi l’amore
Pace, gioia, forza
nella tua dolce presenza (2 volte)
2. Fonte d’acqua viva
purifica i cuori
sole della vita
ravviva la tua fiamma (2 volte)

Dalla lettera di san Paolo ai Galati (Gal 5,22-23)
22Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé:23 contro queste cose non c’è legge.
Lo Spirito Santo è proprio l’amore in persona! È lui che ti abilita ad amare bene te, Dio, gli altri e ogni creatura. Senza lo Spirito Santo il nostro amore è fragile e troppo spesso malato d’ingerenze egoistiche. Con lo Spirito Santo il nostro amore si purifica, si vivifica, diventa quello di cui abbiamo bisogno per essere autenticamente ‘persona’ cioè liberi da tensioni individualistiche, propensi a incontrare l’altro in profondità e a far comunione. Detto questo, più facilmente si evidenzia che se “il frutto” (si badi: non i frutti!) è Gesù stesso: il Verbo che nella sua incarnazione ha preso forma nel grembo verginale di Maria, quelle caratteristiche tipiche del modo di amare di Gesù, in forza dello Spirito Santo, diventano anche nostre. Sono le qualifiche dell’amore vero, così come ciascuno desidera incontrarle e viverle. Non è forse vero che dove c’è amorevolezza, pace, gioia, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé, noi ci troviamo veramente a nostro agio? L’ambiente dove si vivono e dunque si respirano queste qualità dell’amare, è l’ambiente ideale per una vita che meriti veramente questo nome! In fondo è un “fruttificare Gesù”, il suo modo di essere e di consacrare nella concretezza il quotidiano.


Cantiamo ad ogni invocazione:

Vieni, vieni, Spirito d’Amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui
ha detto a noi.

L’AMORE è la legge fondamentale su cui si fonda tutto l’universo e, in particolare, la vita dell’uomo che, in esso, trova la sua pienezza e, attraverso esso, si sviluppa dappertutto. E’dono incondizionato, è farsi tutto a tutti, è spendere le tue capacità per metterle al servizio degli altri cercando, prima di tutto, il bene altrui, perché “è dando che si riceve”.

La GIOIA nasce in te quando riesci a superare il tuo egoismo, il tuo orgoglio, la tua pigrizia, per affrontare in pienezza la realtà a cui sei chiamato.
È bello essere persone portatrici di GIOIA: un viso sorridente ed aperto, un cuore grande ed accogliente, una mano pronta ad aiutare … “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”

La PACE nasce dall’accettazione totale della volontà di Dio, perché sei certo che Egli altro non desidera che il tuo bene. ciò che conta è tenere ben presente la Sua Parola, perché è attorno ad essa che sei chiamato/a a costruire, a realizzare il progetto che il Padre, da sempre, ha su di te.
La PACE non è frutto facile da ottenere, esige: sacrificio, impegno, dono, attenzione costante e fedele. Se avrai camminato con Lui questa serenità grande e profonda non ti verrà mai tolta.

La PAZIENZA vera è accogliere tutto come dono di Dio, perché solo Lui sa renderti capace di trasformare il gesto più piccolo in un atto d’amore, l’attenzione a chi ti sta accanto in un segno visibile della Sua Presenza, che rende serena l’esistenza quotidiana, anche in mezzo alle difficoltà, alle incomprensioni, alle chiusure inevitabili.

La BENEVOLENZA è il frutto dello SPIRITO che ti colma di grande carica umana, di simpatia, di docilità di carattere, per essere segno evidente della Grazia che trasforma la tua esistenza, lentamente ma costantemente, in un dono prezioso e in presenza capace di testimoniare quella di Dio.
E’anche la capacità di accettare serenamente le difficoltà che il giorno porta con sé senza ribellarti, senza tentare di allontanarle, perché spesso è proprio da lì che passa la pienezza, la realizzazione dell’esistenza secondo il progetto che Dio ha su di te.

La BONTÀ è perfetta armonia, è il riflesso dell’amore che lo SPIRITO ti ha donato, è la luce che si espande dal tuo volto e si diffonde attorno a te, rendendoti capace di diventare persona di accoglienza, di donazione, di serenità, di gioia, in grado di essere strumento di Dio, che manifesta la Sua Presenza fedele in mezzo all’umanità oggi e sempre.

La FEDELTA’ è aderire fino in fondo alla sua volontà che ti chiede di seguirlo ovunque, di essere fedele come Lui al patto di amicizia stipulato con te dal giorno in cui ti ha creato. FEDELTÀ è unità completa del tuo cuore con quello del Signore, unità che permette di far vibrare in te la gioia, la vita e la forza che vengono da Dio.

La MITEZZA non è debolezza ma segno di fortezza, perché sa conseguire la vittoria proprio quando perdi, ad imitazione di Gesù che, morendo in croce, ha vinto la morte. Essere mite significa vivere l’umiltà con semplicità e generosità; è saper dare senza pretendere nulla dagli altri. È la forza che ti fa essere pronto a non opporre violenza a chi ti fa violenza.

Il DOMINIO DI SÈ è la volontà di riportare tutto te stesso sotto il dominio dell’amore, nel cuore di quel Dio grande, è il ritornare della creatura al proprio Creatore, senza lasciarti condizionare dall’egoismo e dall’orgoglio che stanno dentro di te. Così puoi diventare “uno” con tutti gli uomini, con tutta l’umanità amata dal Padre attraverso Cristo Gesù.

Reposizione del SS. Sacramento

Magnificat, magnificat,
magnificat anima mea Dominum.
Magnificat, magnificat,
magnificat anima mea.


I nostri appuntamenti

26 luglio 2022

Concerto

Cantare et Organare

 Duo Claviere

Elena Modena

            voce, campane

Ilario Gregoletto  

               organo ottavino                                                     rinascimentale


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Vangelo di domenica

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