Carmelo Santa Maria della Vita

Un Monastero che prega per l'accoglienza e il rispetto di ogni Vita umana

                                              Dal 16 al 24 marzo

9 giorni con Dio

Adorazione eucaristica e riflessioni 

in preparazione alla 

Solennità dell'Annunciazione

Pregheremo la prossima Veglia per la Vita 

29 maggio 2021


Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano.

Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe


 La Grande preghiera

               per la vita                                                                               

 27 febbraio 2021                                                             


“Il Signore mette la verità dentro di noi

e non c’è possibilità di fraintenderla”

                                                                                      Chiara Corbella



Esposizione del Santissimo Sacramento



Pane di vita nuova
vero cibo dato agli uomini,
nutrimento che sostiene il mondo
dono splendido di grazia.
Tu sei sublime frutto
di quell'albero di vita
che Adamo non potè toccare:
ora è in Cristo a noi donato.

Rit. Pane della vita
sangue di salvezza,
vero corpo, vera bevanda,
cibo di grazia per il mondo.



“Il messaggio dell’Enciclica Evangelium Vitae è più che mai attuale; al di là delle emergenze come quella che stiamo vivendo, si tratta di agire sul piano culturale ed educativo per trasmettere alle generazioni future l’attitudine alla solidarietà, alla cura, all’accoglienza ben sapendo che la cultura della vita non è patrimonio esclusivo dei cristiani, ma appartiene a tutti coloro che, adoperandosi per la costruzione di relazioni fraterne, riconoscono il valore proprio di ogni persona, anche quando è fragile e sofferente. Ogni vita umana, unica e irripetibile vale per se stessa, costituisce un valore inestimabile. Questo va annunciato sempre nuovamente con il coraggio della parola e il coraggio delle azioni. Questo chiama alla solidarietà e all’amore fraterno per la grande famiglia umana e per ciascuno dei suoi membri.” (Papa Francesco in occasione del 25° dell’Evangelium Vitae)


“Un Dio vivo e vicino che ci chiama a una profonda comunione con Sé”



1Gv 1,1-4
1 Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2 (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), 3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.


Da Evangelium Vitae n.80
«Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita... noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi» (1 Gv 1, 1.3). Gesù è l'unico Vangelo: noi non abbiamo altro da dire e da testimoniare. È proprio l'annuncio di Gesù ad essere annuncio della vita. Egli, infatti, è «il Verbo della vita» (1 Gv 1, 1). In lui «la vita si è fatta visibile» (1 Gv 1, 2); anzi lui stesso è «la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi» (ivi). Questa stessa vita, grazie al dono dello Spirito, è stata comunicata all'uomo. Ordinata alla vita in pienezza, la «vita eterna», anche la vita terrena di ciascuno acquista il suo senso pieno. Illuminati da questo Vangelo della vita, sentiamo il bisogno di proclamarlo e di testimoniarlo nella novità sorprendente che lo contraddistingue: poiché si identifica con Gesù stesso, apportatore di ogni novità e vincitore della «vecchiezza» che deriva dal peccato e porta alla morte,104 tale Vangelo supera ogni aspettativa dell'uomo e svela a quali sublimi altezze viene elevata, per grazia, la dignità della persona. Così la contempla san Gregorio di Nissa: «L'uomo che, tra gli esseri, non conta nulla, che è polvere, erba, vanità, una volta che è adottato dal Dio dell'universo come figlio, diventa familiare di questo Essere, la cui eccellenza e grandezza nessuno può vedere, ascoltare e comprendere. Con quale parola, pensiero o slancio dello spirito si potrà esaltare la sovrabbondanza di questa grazia? L'uomo sorpassa la sua natura: da mortale diventa immortale, da perituro imperituro, da effimero eterno, da uomo diventa dio». La gratitudine e la gioia per l'incommensurabile dignità dell'uomo ci spinge a rendere tutti partecipi di questo messaggio: «Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi» (1 Gv 1, 3). È necessario far giungere il Vangelo della vita al cuore di ogni uomo e donna e immetterlo nelle pieghe più recondite dell'intera società.


Salmo 8

2 O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
3 Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
4 Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
5 che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
6 Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
7 gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
8 tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
9 Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
10 O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
(Segno: Accensione candela) 



Lodi all’Altissimo

Tu sei Santo, Signore Dio,
Tu sei forte, Tu sei grande.
Tu sei l'Altissimo, l'Onnipotente.
Tu Padre Santo, Re del cielo.

Tu sei trino e uno Signore.
Tu sei il bene, tutto il bene,
Tu sei l'amore, Tu sei il Vero,
Tu sei umiltà, Tu sei sapienza.

Tu sei bellezza, tu sei la pace,
la sicurezza, il gaudio, la letizia,
Tu sei speranza, Tu sei giustizia,
Tu temperanza e ogni ricchezza.

Tu sei il Custode, Tu sei mitezza,
Tu sei rifugio, Tu sei fortezza,
Tu carità, fede e speranza,
Tu sei tutta la nostra dolcezza.

Tu sei la Vita, eterno gaudio,
Signore grande, Dio ammirabile,
Onnipotente, o Creatore,
o Salvatore di misericordia.

Silenzio



Da Evangelium Vitae n.81
Si tratta di annunciare anzitutto il centro di questo Vangelo. Esso è annuncio di un Dio vivo e vicino, che ci chiama a una profonda comunione con sé e ci apre alla speranza certa della vita eterna; è affermazione dell'inscindibile legame che intercorre tra la persona, la sua vita e la sua corporeità; è presentazione della vita umana come vita di relazione, dono di Dio, frutto e segno del suo amore; è proclamazione dello straordinario rapporto di Gesù con ciascun uomo, che consente di riconoscere in ogni volto umano il volto di Cristo; è indicazione del «dono sincero di sé» quale compito e luogo di realizzazione piena della propria libertà. Nello stesso tempo, si tratta di additare tutte le conseguenze di questo stesso Vangelo, che così si possono riassumere: la vita umana, dono prezioso di Dio, è sacra e inviolabile e per questo, in particolare, sono assolutamente inaccettabili l'aborto procurato e l'eutanasia; la vita dell'uomo non solo non deve essere soppressa, ma va protetta con ogni amorosa attenzione; la vita trova il suo senso nell'amore ricevuto e donato, nel cui orizzonte attingono piena verità la sessualità e la procreazione umana; in questo amore anche la sofferenza e la morte hanno un senso e, pur permanendo il mistero che le avvolge, possono diventare eventi di salvezza; il rispetto per la vita esige che la scienza e la tecnica siano sempre ordinate all'uomo e al suo sviluppo integrale; l'intera società deve rispettare, difendere e promuovere la dignità di ogni persona umana, in ogni momento e condizione della sua vita.


Intercessioni libere
Rit. O Maria aurora del mondo nuovo Madre dei viventi affidiamo a Te la causa della vita



“L’importante nella vita non e fare qualcosa, ma nascere e lasciarsi amare”
Chiara Corbella ed Enrico Petrillo


“Oggettivamente esiste una sola definizione possibile dell’essere umano: un essere umano è un membro della nostra specie. La sua natura è determinata dal patrimonio genetico della specie umana che riceve dai suoi genitori; l’embrione fa dunque parte della specie umana. La fecondazione segna l’inizio della vita, vale a dire la comparsa di un nuovo essere umano perfettamente unico e differenziato. La prima cellula umana e i suoi 46 cromosomi (i 23 cromosomi paterni ed i 23 cromosomi materni) contengono già tutta l’informazione necessaria e sufficiente da cui uscirà, nove mesi più tardi, quel bambino che avrà un nome e caratteristiche proprie. Il metodo messo a punto in Inghilterra, da anni, da Alec Jeffreys per la lettura del DNA dei cromosomi umani, permette di identificare con precisione le caratteristiche di un individuo. Fornisce la prova, scientificamente irrefutabile, del carattere rigorosamente unico di ogni individuo. Non esiste alcuna differenza di natura fra l’embrione, il feto e il bambino dopo la sua nascita: si tratta, in ogni caso, di una sola e stessa persona presa nei diversi stadi del suo sviluppo. Dal primissimo attimo, l’embrione è un minuscolo essere umano differente da sua madre, animato da una vita propria.” (da Il messaggio della vita, Jérome Lejeune)


“Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita”

Gv 10,7-10
7Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. 8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.


Da Evangelium Vitae n.83
83. Mandati nel mondo come «popolo per la vita», il nostro annuncio deve diventare anche una vera e propria celebrazione del Vangelo della vita. È anzi questa stessa celebrazione, con la forza evocativa dei suoi gesti, simboli e riti, a diventare luogo prezioso e significativo per trasmettere la bellezza e la grandezza di questo Vangelo. A tal fine, urge anzitutto coltivare, in noi e negli altri, uno sguardo contemplativo.107 Questo nasce dalla fede nel Dio della vita, che ha creato ogni uomo facendolo come un prodigio (cf. Sal 139/138, 14). È lo sguardo di chi vede la vita nella sua profondità, cogliendone le dimensioni di gratuità, di bellezza, di provocazione alla libertà e alla responsabilità. È lo sguardo di chi non pretende d'impossessarsi della realtà, ma la accoglie come un dono, scoprendo in ogni cosa il riflesso del Creatore e in ogni persona la sua immagine vivente (cf. Gn 1, 27; Sal 8, 6). Questo sguardo non si arrende sfiduciato di fronte a chi è nella malattia, nella sofferenza, nella marginalità e alle soglie della morte; ma da tutte queste situazioni si lascia interpellare per andare alla ricerca di un senso e, proprio in queste circostanze, si apre a ritrovare nel volto di ogni persona un appello al confronto, al dialogo, alla solidarietà. È tempo di assumere tutti questo sguardo, ridiventando capaci, con l'animo colmo di religioso stupore, di venerare e onorare ogni uomo, come ci invitava a fare Paolo VI in uno dei suoi messaggi natalizi. Animato da questo sguardo contemplativo, il popolo nuovo dei redenti non può non prorompere in inni di gioia, di lode e di ringraziamento per il dono inestimabile della vita, per il mistero della chiamata di ogni uomo a partecipare in Cristo alla vita di grazia e a un'esistenza di comunione senza fine con Dio Creatore e Padre.

Tu in braccio a noi
anche se per una mezzoretta siamo stati bene
non riuscivamo a smettere di guardare il tuo naso
uguale al mio
e quelle mani e quei piedini
non abbiamo avuto tanto tempo per dirti tante cose
che ti amiamo so che lo sai
ma forse non sai che sei nata per l’eternità
e che io non sono tuo padre né lei è tua madre
pensa! Chi ti ha desiderato è anche nostro Padre
lo so, è un po’ complicato ma presto capirai
la vita è meravigliosa
per questo anche noi ti abbiamo cercato
è meraviglioso che tu ora possa capire
non importa quanto tempo passeremo insieme
a noi importa quello che sarai
qui ogni cosa non serve veramente
possiamo fare a meno di tutto
il necessario è conoscere il Padre
è prepararsi per questo incontro
e tu sei nata pronta
ed io non so dirti quanto siamo orgogliosi di te
fino a dove potevamo ti abbiamo accompagnato
ora conoscerai il Padre
Maria Grazia e Letizia della nostra vita.
papà Enrico e mamma Chiara

(Segno: dare un nome a un bimbo o a una bimba)



TI HO AMATO DA SEMPRE

Ti ho amato d'amore eterno
ti ho chiamato per nome.
Tu mi appartieni da sempre
sei prezioso ai miei occhi.
Signore tu mi scruti e mi conosci
e sai quando siedo e quando mi alzo,
scruti da lontano i miei pensieri
quando cammino e riposo.
Ti sono note tutte le mie vie
le mie parole le conosci tutte
poni su di me la tua mano
stupenda per me la tua saggezza.

Sei tu che mi hai creato nell'amore,
tessuto nel seno di mia madre,
tu solo mi conosci fino in fondo,
sono un prodigio ai tuoi occhi.
Il tuo sguardo non mi abbandona,
la tua mano guida i miei passi,
nemmeno la notte mi nasconde
dalla tua presenza infinita.
Ti ho amato d'amore eterno
ti ho chiamato per nome.
Tu mi appartieni da sempre
sei prezioso ai miei occhi.
Sei prezioso ai miei occhi



Da Evangelium Vitae n.84
Celebrare il Vangelo della vita significa celebrare il Dio della vita, il Dio che dona la vita: «Noi dobbiamo celebrare la Vita eterna, dalla quale procede qualsiasi altra vita. Da essa riceve la vita, proporzionalmente alle sue capacità, ogni essere che partecipa in qualche modo alla vita. Questa Vita divina, che è al di sopra di qualsiasi vita, vivifica e conserva la vita. Qualsiasi vita e qualsiasi movimento vitale procedono da questa Vita che trascende ogni vita ed ogni principio di vita. Ad essa le anime debbono la loro incorruttibilità, come pure grazie ad essa vivono tutti gli animali e tutte le piante, che ricevono della vita l'eco più debole. Agli uomini, esseri composti di spirito e di materia, la Vita dona la vita. Se poi ci accade di abbandonarla, allora la Vita, per il traboccare del suo amore verso l'uomo, ci converte e ci richiama a sé. Non solo: ci promette di condurci, anime e corpi, alla vita perfetta, all'immortalità. È troppo poco dire che questa Vita è viva: essa è Principio di vita, Causa e Sorgente unica di vita. Ogni vivente deve contemplarla e lodarla: è Vita che trabocca vita. Anche noi, come il Salmista, nella preghiera quotidiana, individuale e comunitaria, lodiamo e benediciamo Dio nostro Padre, che ci ha tessuti nel seno materno e ci ha visti e amati quando ancora eravamo informi (cf. Sal 139/138, 13. 15-16), ed esclamiamo con gioia incontenibile: «Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo» (Sal 139/138, 14). Sì, «questa vita mortale è, nonostante i suoi travagli, i suoi oscuri misteri, le sue sofferenze, la sua fatale caducità, un fatto bellissimo, un prodigio sempre originale e commovente, un avvenimento degno d'essere cantato in gaudio e in gloria».110 Di più, l'uomo e la sua vita non ci appaiono solo come uno dei prodigi più alti della creazione: all'uomo Dio ha conferito una dignità quasi divina (cf. Sal 8, 6-7). In ogni bimbo che nasce e in ogni uomo che vive o che muore noi riconosciamo l'immagine della gloria di Dio: questa gloria noi celebriamo in ogni uomo, segno del Dio vivente, icona di Gesù Cristo.


Preghiere di ringraziamento libere
Laudate omnes gentes
Laudate Dominum


TESTIMONIANZA 


O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fa' che quanti credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.


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29 maggio 2021

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