Carmelo Santa Maria della Vita

Un Monastero che prega per l'accoglienza e il rispetto di ogni Vita umana

I nostri appuntamenti

Prossima Veglia per la Vita

25 maggio 2019

ore 21,15

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Vangelo di domenica

Presentazione

del Vangelo della domenica


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Una parola per te...

“Non mi è mai piaciuto pensare che la misericordia di Dio si fermi ai confini della Chiesa visibile. 

Dio è la verità. Chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no“

                                                                                          Edith Stein (s. Teresa Benedetta della Croce)

Veglia per la vita


Pregheremo la prossima Veglia per la Vita 

il 25 maggio 2019

alle ore 21.15


Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano.

Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe


 

Esposizione del Santissimo Sacramento

 

Col Tuo amor, Col Tuo poter

Gesù riempi la mia vita.

Ed io Ti adorerò con tutto il cuore

ed io Ti adorerò con tutta la mente

ed io Ti adorerò con tutte le forze

Tu sei il mio Dio.

 

E cercherò il Tuo volto

con tutto il cuore

e cercherò il tuo volto

con tutta la mente

e cercherò il tuo volto

con tutte le forze

Tu sei il mio Dio.

Tu sei il mio Signore,

sei il mio Signor.

 

Adorazione silenziosa

 

I Momento

Germoglia la speranza

Canto

Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno,

è quello che Dio vuole da te.

Vivere la vita e inabissarti nell'amore è il tuo destino

è quello che Dio vuole da te

Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui, correre con i fratelli tuoi...

Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai.

Vivere la vita è l'avventura più stupenda dell'amore,

è quello che Dio vuole da te.

Vivere la vita e generare ogni momento il paradiso

è quello che Dio vuole da te.

Vivere perchè ritorni al mondo l'unità,

perchè Dio sta nei fratelli tuoi...

Scoprirai allora il cielo dentro di te,

una scia di luce lascerai. (2 volte)

 

 

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 41ª Giornata Nazionale per la Vita

           «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa» (Is 43,19). L’annuncio di Isaia al popolo testimonia una speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo, che ha radici di certezza nel presente, in quello che possiamo riconoscere dell’opera sorgiva di Dio, in ciascun essere umano e in ciascuna famiglia. È vita, è futuro nella famiglia! L’esistenza è il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Questa è l’eredità, il germoglio, che possiamo lasciare alle nuove generazioni: «facciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: così si metteranno da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera» (1Tim 6, 18-19).

Adorazione silenziosa

 

II Momento

La passione di Dio per l’umana creatura e il suo mondo

 

Canto

 

Ti ho amato d'amore eterno

ti ho chiamato per nome.

Tu mi appartieni da sempre

sei prezioso ai miei occhi.

 

Signore tu mi scruti e mi conosci

e sai quando siedo e quando mi alzo,

scruti da lontano i miei pensieri

quando cammino e riposo.

Ti sono note tutte le mie vie

le mie parole le conosci tutte

poni su di me la tua mano

stupenda per me la tua saggezza.

 

Sei tu che mi hai creato nell'amore,

tessuto nel seno di mia madre,

tu solo mi conosci fino in fondo,

sono un prodigio ai tuoi occhi.

Il tuo sguardo non mi abbandona,

la tua mano guida i miei passi,

nemmeno la notte mi nasconde

dalla tua presenza infinita.

 

Lettera del Santo Padre Francesco al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita (6 Gennaio 2019)

Dobbiamo restituire evidenza alla passione di Dio per l’umana creatura e il suo mondo. Essa fu fatta da Dio a sua “immagine” – “maschio e femmina” la creò (cfr Gen 1,27) – come creatura spirituale e sensibile, consapevole e libera. La relazione tra l’uomo e la donna costituisce il luogo eminente in cui l’intera creazione diventa interlocutrice di Dio e testimone del suo amore. Questo nostro mondo è la dimora terrena della nostra iniziazione alla vita, il luogo e il tempo nel quale possiamo già iniziare a gustare la dimora celeste alla quale siamo destinati (cfr 2 Cor 5,1), ove vivremo in pienezza la comunione con Dio e con tutti. La famiglia umana è una comunità di origine e di destinazione, la cui riuscita «è nascosta, con Cristo, in Dio» (Col 3,1-4). In questo nostro tempo, la Chiesa è chiamata a rilanciare con forza l’umanesimo della vita che erompe da questa passione di Dio per la creatura umana. L’impegno a comprendere, promuovere e difendere la vita di ogni essere umano prende slancio da questo incondizionato amore di Dio.

Adorazione silenziosa

 

 

III Momento

La passione per l’umano, per l’intera umanità, è in grave difficoltà

 

Canto

Dal profondo a te grido, Signore,   

 dammi ascolto mio Dio,

porgi attenti gli orecchi

al mio supplice grido, o Signore.

1.     Se le colpe ricordi, Signore,

chi potrà starti dinanzi;

ma presso Te si trova il perdono,

perché a Te si ritorni.

2.     Io confido, Signore, in Te,

io spero nella tua Parola,

così t'attende l'anima mia

più che le sentinelle l'alba.

3.     Israele attende il Signore

da Lui la misericordia.

Egli redimerà Israele

da tutte le sue colpe.

 

 

Lettera del Santo Padre Francesco al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita (6 Gennaio 2019)

In questo momento della storia la passione per l’umano, per l’intera umanità, è in grave difficoltà. Le gioie delle relazioni familiari e della convivenza sociale appaiono profondamente logorate. La diffidenza reciproca dei singoli e dei popoli si nutre di una smodata ricerca del proprio interesse e di una competizione esasperata, che non rifugge dalla violenza. La distanza fra l’ossessione per il proprio benessere e la felicità dell’umanità condivisa sembra allargarsi: sino a far pensare che fra il singolo e la comunità umana sia ormai in corso un vero e proprio scisma. […]

Questa emergenza rivela un paradosso: come è potuto accadere che, proprio nel momento della storia del mondo in cui le risorse economiche e tecnologiche disponibili ci consentirebbero di prenderci sufficientemente cura della casa comune e della famiglia umana, onorando la consegna di Dio stesso, proprio da esse, dalle risorse economiche e tecnologiche, vengono le nostre divisioni più aggressive e i nostri incubi peggiori? I popoli avvertono acutamente e dolorosamente, per quanto spesso confusamente, l’avvilimento spirituale – potremmo dire il nichilismo – che subordina la vita a un mondo e a una società succubi di questo paradosso. La tendenza ad anestetizzare questo profondo disagio, attraverso una cieca rincorsa al godimento materiale, produce la malinconia di una vita che non trova destinazione all’altezza della sua qualità spirituale.

Dobbiamo riconoscerlo: gli uomini e le donne del nostro tempo sono spesso demoralizzati e disorientati, senza visione. Siamo un po’ tutti ripiegati su noi stessi. Il sistema del denaro e l’ideologia del consumo selezionano i nostri bisogni e manipolano i nostri sogni, senza alcun riguardo per la bellezza della vita condivisa e per l’abitabilità della casa comune.

Adorazione silenziosa

 

 

IV Momento

La passione dominante del nostro annuncio

 

Canto

Il regno di Dio

è qui in mezzo a noi,

Il regno di Dio

viene in umiltà.

Beato chi l'accoglie

in semplicità.

1.     A cosa è simile il regno del Signore?

È simile a un granello di senapa;

un uomo lo ha seminato

nel suo campo

ed ora ha prodotto i suoi frutti.

2.     A cosa è simile il regno del Signore?

È simile a un poco di lievito;

è stato nascosto in tre staia di farina,

perché tutta la pasta fermenti.

3.     Il regno dei cieli

è dei poveri e dei miti,

per quelli che han saputo accoglierlo.

È fatto per chi è testimone dell’amore

ed è perseguitato dagli uomini.

 

Lettera del Santo Padre Francesco al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita (6 Gennaio 2019)

Il popolo cristiano, raccogliendo il grido delle sofferenze dei popoli, deve reagire agli spiriti negativi che fomentano la divisione, l’indifferenza, l’ostilità. Deve farlo non soltanto per sé, ma per tutti. E deve farlo subito, prima che sia troppo tardi. La famiglia ecclesiale dei discepoli – e di tutti gli ospiti che cercano in essa le ragioni della speranza (cfr 1Pt 3,15) – è stata seminata sulla terra come «sacramento […] dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (Lumen gentium, 1). La riabilitazione della creatura di Dio alla lieta speranza della sua destinazione deve diventare la passione dominante del nostro annuncio. È urgente che gli anziani credano di più ai loro “sogni” migliori; e che i giovani abbiano “visioni” capaci di spingerli a impegnarsi coraggiosamente nella storia (cfr Gl 3,1). Una nuova prospettiva etica universale, attenta ai temi del creato e della vita umana, è l’obiettivo al quale dobbiamo puntare sul piano culturale.

 

Adorazione silenziosa

 

 

V Momento

Generazioni solidali

 

Canto

Una notte di sudore sulla barca in mezzo al mare

mentre il cielo s’imbianca già

tu guardi le tue reti vuote.

Ma la voce che ti chiama

un altro mare ti mostrerà

e sulle rive di ogni cuore

le tue reti getterai.

Offri la vita tua come Maria

ai piedi della croce

e sarai servo di ogni uomo,

servo per amore,

sacerdote dell’umanità.

Avanzavi nel silenzio

fra le lacrime e speravi

che il seme sparso davanti a te

cadesse sulla buona terra.

Ora il cuore tuo è in festa

perché il grano biondeggia ormai,

è maturato sotto il sole,

puoi riporlo nei granai.

 

 

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 41ª Giornata Nazionale per la Vita

           Gli anziani, che arricchiscono questo nostro Paese, sono la memoria del popolo. Dalla singola cellula all’intera composizione fisica del corpo, dai pensieri, dalle emozioni e dalle relazioni alla vita spirituale, non vi è dimensione dell’esistenza che non si trasformi nel tempo, “ringiovanendosi” anche nella maturità e nell’anzianità, quando non si spegne l’entusiasmo di essere in questo mondo. Accogliere, servire, promuovere la vita umana e custodire la sua dimora che è la terra significa scegliere di rinnovarsi e rinnovare, di lavorare per il bene comune guardando in avanti. Proprio lo sguardo saggio e ricco di esperienza degli anziani consentirà di rialzarsi dai terremoti - geologici e dell’anima - che il nostro Paese attraversa

           Costruiamo oggi, pertanto, una solidale «alleanza tra le generazioni»  , come ci ricorda con insistenza Papa Francesco.  Così si consolida la certezza per il domani dei nostri figli e si spalanca l’orizzonte del dono di sé, che riempie di senso l’esistenza. «Il cristiano guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere pienamente la vita ‒ con i piedi ben piantati sulla terra ‒ e rispondere, con coraggio, alle innumerevoli sfide», antiche e nuove. La mancanza di un lavoro stabile e dignitoso spegne nei più giovani l’anelito al futuro e aggrava il calo demografico, dovuto anche ad una mentalità antinatalista  che, «non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire». Si rende sempre più necessario un patto per la natalità, che coinvolga tutte le forze culturali e politiche e, oltre ogni sterile contrapposizione, riconosca la famiglia come grembo generativo del nostro Paese.

 

Adorazione silenziosa

 

 

VI Momento

 

L’abbraccio alla vita fragile genera futuro

 

Canto

Dio fammi strumento della Tua pace:

dove c’è l’odio portare l’amore,

dove c’è offesa donare il perdono,

dove c’è il dubbio infondere fede;

ai disperati ridare speranza,

dove c’è il buio far splendere il sole,

dove è tristezza infondere gioia,

donare gioia e tanto amore,

gioia ed amore, gioia ed amore.

 

Dio fammi strumento

della Tua bontà:

dammi la forza

di consolare i cuori.

Non voglio avere ma solo donare,

capire e amare i miei fratelli.

Solo se diamo riceveremo,

se perdoniamo avremo il perdono,

solo morendo rinasceremo,

rinasceremo, rinasceremo,

rinasceremo, rinasceremo!

 

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 41ª Giornata Nazionale per la Vita

(3 febbraio 2019)

           Per aprire il futuro siamo chiamati all’accoglienza della vita prima e dopo la nascita, in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata e bisognosa dell’essenziale. Nello stesso tempo ci è chiesta la cura di chi soffre per la malattia, per la violenza subita o per l’emarginazione, con il rispetto dovuto a ogni essere umano quando si presenta fragile. Non vanno poi dimenticati i rischi causati dall’indifferenza, dagli attentati all’integrità e alla salute della “casa comune”, che è il nostro pianeta. La vera ecologia è sempre integrale e custodisce la vita sin dai primi istanti.

La vita fragile si genera in un abbraccio: «La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo» . Alla «piaga dell’aborto»  – che «non è un male minore, è un crimine»  – si aggiunge il dolore per le donne, gli uomini e i bambini la cui vita, bisognosa di trovare rifugio in una terra sicura, incontra tentativi crescenti di «respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze» .

Incoraggiamo quindi la comunità cristiana e la società civile ad accogliere, custodire e promuovere la vita umana dal concepimento al suo naturale termine. Il futuro inizia oggi: è un investimento nel presente, con la certezza che «la vita è sempre un bene» , per noi e per i nostri figli. Per tutti. E’ un bene desiderabile e conseguibile.

 

 

Intercessioni libere intervallate da un canone

 

Canto di reposizione




Veglia per la Vita

L'ultimo sabato del mese vegliamo in adorazione 

affinchè ogni vita sia accolta, amata, difesa, servita


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