
La Chiesa della Madonna dello Spasimo
La Chiesa della Madonna dello Spasimo, detta anche “Oratorio della Pietà” o “Chiesuola”, fu fatta erigere intorno al 1512/1518 da Ramberto Malatesta detto il Filosofo, (1465 c. + 30 giugno 1531) affinché gli abitanti che vivevano “fuori le mura castellane” potessero partecipare alle funzioni religiose anche quando le porte del castello restavano chiuse.
Per breve tempo furono i Frati Francescani di Villa Verucchio a prendersi cura dell’oratorio e dei suoi fedeli,
ma poi passò a un Sacerdote.
Questa zona fuori della “Porta del fossato” era allora chiamata “Poggio” o “Contrada giù di sotto” o “Contrada giù di fuori” e quindi “Strada della Chiesuola” fino al 1829 quando, dopo l’apertura del Monastero agostiniano -1824- fu detta “Contrada delle Monache”.
Nel 1906, in occasione del conferimento della Cittadinanza onoraria a Giovanni Pascoli,
la Via delle Monache venne intitolata al poeta.

Il Trittico
L’edificio aveva la facciata e l’ingresso rivolti ad ovest, dove ora c’è la cappella di sinistra.
L’unico altare, dedicato alla Pietà, si innalzava nel luogo dove ora è la Cappella di destra.
Qui era posizionato un trittico risalente al 1512. Andate perdute le due parti laterali raffiguranti i protettori contro le pestilenze S. Rocco e S. Sebastiano, resta oggi il quadro centrale.
In primo piano, Maria Addolorata col Cristo morto sulle ginocchia, Maria Maddalena e, forse, Giuseppe di Arimatea. Ora la tela si trova nella Chiesa del Suffragio.

Il Sacro Cuore di Gesù
Sopra l’attuale altare maggiore, è posta una statua del Sacro Cuore.
La statua risale al 1833 ed è opera della Fabbrica Graziani di Faenza.
Ai lati della statua, all’altezza del Cuore, ci sono due piccole aperture dalle quali monache
ed educande alla sera “salutavano ” Gesù.

Nostra Signora del Sacro Cuore
In basso a sinistra, vicino al Sacro Cuore, una statua a Maria che indica il Sacro Cuore del Bambino Gesù con l’iscrizione: N.D. du Sacré-Coeur app (rou) vée par le S (ain) t Père le 7 sep (tem) bre 1875
Nostra Signora del Sacro Cuore, approvata dal santo Padre (papa Pio IX) il 7 settembre 1875

Tela del Nucci
La Tela d’altare è del 1886, fu dipinta dal bolognese Sante Nucci
e rappresenta santi cari alla devozione agostiniana.

Tela del Nucci – San Guglielmo di Malavalle

Tela del Nucci – Santa Chiara della Croce da Montefalco

Tela del Nucci – Angeli
Uno sorregge un libro aperto nel quale è scritto: “Caritas Christi vulneravit cor eius”:
La carità di Cristo ha ferito il suo cuore.
L’altro angelo, ha nelle mani i segni vescovili di Agostino

Tela del Nucci – Santa Monica
Santa Monica, madre di Agostino, bacia la cintura che le porge Gesù Bambino.
Nel cartiglio: “Mater laetare quae filium Christo genuisti multo lacrimarum semine” cioè: Rallegrati madre che con le tue molte lacrime, hai generato un figlio di Cristo

Tela del Nucci – Sant’Agostino e la Madre di Dio
Sant’Agostino riceve la cintura dalla Madre di Dio.
Sopra la scritta: “Augustinus quasi sol refulgens effulsit in templo Dei”
“Agostino, come un sole splendente, brilla nel tempio di Dio”

Cappella di sinistra
Nella cappella di sinistra si trova un quadro del 1854 di Antonio Alessi, in cui sono ritratti
S. Giuseppe col Bambino Gesù, san Tommaso da Villanova (a sinistra) e san Nicola da Tolentino (a destra).
San Nicola ha in mano un libro dove è riportata una frase di sant’Agostino:
“Deus certantem spectat, deficientem sublevat, vincentem coronat”
(Dio assiste chi lotta, solleva il debole, incorona chi vince)

Cappella di destra
Nella cappella di destra, “La gloria dei santi martiri francescani” uccisi in Giappone nel XVI secolo.
Sopra, dipinto sul muro, il Golgota con le tre croci vuote e il drappo bianco che ricorda la Risurrezione di Gesù Cristo.
Sotto il quadro, “Immagine di Gesù Nazareno” del 1863 donata alle monache agostiniane.

Gesù Bambino di Praga
Nella nicchia a destra della porta, dal 1917 c’è una teca con la statua del Gesù Bambino di Praga
donata da numerosi Fedeli e di cui se ne conserva l’elenco.

Santa Rita da Cascia
Nella nicchia di sinistra, dal 1926 c’è una statua di santa Rita da Cascia, monaca agostiniana.

Sant’Antonio di Padova
Vicino al confessionale, una nicchia con sant’Antonio di Padova

L’organo
Sopra la porta, l’organo (non visibile) che accompagnava la Liturgia delle Monache agostiniane
Giovanni Pascoli, le cui sorelle erano Ida e Maria sono state educande al Monastero, scrive:
Dal profondo geme l’organo
tra ’l fumar de’ cerei lento:
c’è un brusìo cupo di femmine
nella chiesa del convento

Le Campane
Sul campanile a vela, sono collocate due campane.
La campana maggiore (nota LA bemolle) pesa 49 k, ha un diametro di bocca di 45 cm.
Le immagini raffigurate solo quelle del Crocifisso, di sant’Agostino e lo stemma della fonderia.
L’iscrizione riportata è la seguente:
DIVO AUGUSTINO
A.D. MCMXXX DICATUM
BELLO SAEVIENTE M.MCMXLIII
EREPTUM MONIALES AUGUSTINIANAE SOLEANENSES
IN SPME PACIS CONFLANDUM CURARUNT
A.D. MCMIIIL
matricola 48
FONDERIA F.LLI BARIGOZZI – MILANO
La campana minore (nota DO naturale) pesa 27 kg, ha un diametro di bocca di 36 cm
Le immagini raffigurate sono quella del Crocifisso, del Sacro Cuore di Gesù e lo stemma della fonderia.
L’iscrizione riportata è la seguente:
SACRO CORDIS JESU DICATUM
SA. MAURUS FOSCHINI F. AERE SUO A.D. MCMXXX
FONDERIA F.LLI BERGOZZI – MILANO















